domenica 18 dicembre 2011

Addio al somma poeta (e rock star) della politica ceca

Václav Havel è morto. La fine del padre della Repubblica Ceca moderna sta rimbalzando in queste ore, giustamente, sulle pagine  testate informative di tutto il mondo. Perché Havel, il drammaturgo diventato dopo la Rivoluzione di Velluto primo presidente del paese post-comunista, ha saputo più di ogni altro narrare all'esterno quel che stava succedendo oltre la cortina di ferro. Ha spiegato al mondo la volontà di quei popoli, la loro profonda consapevolezza di ogni singolo passo che stavano affrontando. Forse l'unico politico dell'Est ad essere universalmente conosciuto negli Stati Uniti, dove ha dato innumerevoli ed applauditissime lezioni negli atenei più prestigiosi.

Poche settimane fa  Václav Havel aveva compiuto 75 anni. Ed è davvero un peccato che il suo ultimo anno di vita sia stato segnato da presunti scandali sessuali - un affaire con una giovane scrittrice - che non fanno altro che gettare fango su quei giornali e quelle riviste che hanno stampato innumerevoli titoli e copertine ignobili.

Havel lasciato un paese che nel 2011 appare ormai svezzato, capace di affrontare la democrazia ed il mercato con la giusta dose di realismo. Forse meglio di altre nazioni europee alle prese con movimenti estremisti e scelte irrazionali. Di certo, le genti della  Moravia e della Boemia  hanno non hanno sempre colto  il messaggio un po' idealista di quel primo presidente dopo il terrore comunista. Fino a ieri  era però senza dubbio la figura più rispettata, più popolare, come testimoniava l'inchiesta di un quotidiano. Ben più del suo eterno rivale Klaus, l'attuale presidente, destinato ad essere sepolto dalla polvere della storia che sta ancora tentando di frenare.

Attivamente coinvolto nella dissidenza contro il regime, autore del celebre manifesto Charta 77, aveva dovuto sperimentare anche la prigione. Ricordo che proprio una piccola e coraggiosa casa editrice trevigiana, Santi Quaranta, ha pubblicato per la prima volta in Italia le sue lettere. Il volume "Un uomo al Castello", illuminante per capirne il pensiero e l'esperienza politica, e le "Lettere a Olga", che include la corrispondenza durante il periodo della prigionia a Praga.

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