giovedì 29 dicembre 2011

Una conferma

La giovane modella Ivana Mrazova è stata scelta da Gianni Morandi per accompagnarlo sul palco del prossimo Festival di Sanremo. Una sconosciuta per gli italiani. Per me una conferma: le donne ceche sono tra le piú belle del mondo.



venerdì 23 dicembre 2011

Il cittadino Havel ritrova il suo popolo

Una carrellata di immagini dalle tre giornate di lutto per la morte del presidente Havel, del cittadino (Občan) Havel. I cechi hanno dato una grande dimostrazione di civiltá e di sensibilitá. Con il toccante altare laico eretto in Václavské náměstí. Con le commemorazioni spontanee, laiche e religiose. Ma soprattutto ieri, quando una coda chilometrica si é snodata per le vie del centro storico: migliaia di cittadini, compostamente in fila, per dare l'ultimo saluto al mitico dissidente, all'eroe della Rivoluzione di Velluto, all'ultimo presidente della Cecoslovacchia ed al primo della Repubblica Ceca.








giovedì 22 dicembre 2011

Un'ereditá che non è solo morale

Sospettavo giá si trattasse di un pregiudizio. Questo articolo spiega, tra le altre cose, perché é falso il luogo comune per il quale Klaus ne sapesse molto di piú in materia economica di Havel.
Un successo di Havel? La privatizzazione della Škoda. Un fallimento di Klaus? La svendita della Zetor.
"Havel credeva che l'assenza della società civile nella riforma dell'economia avrebbe inevitabilmente prodotto criminalità economica. Klaus a mala pena celava la sua avversione per l'Unione europea (che continua a criticare). Havel riconobbe la forza che un ancoraggio all'esterno aveva nel convincere i cittadini della Repubblica ceca che i loro destini sarebbero stati legata all' "l'Occidente", e nel dare nuovi incentivi per le aziende e le banche affinché adottassero le pratiche dell'Unione europea in materia di business. Klaus aveva l'obiettivo di rimuovere in maniera irreversibile il governo dall'attività economica, Havel vedeva la necessità di mantenere credibili le istituzioni governative nelle attività economiche".

Václav Havel’s Economic Legacy - Up Front Blog - Brookings Institution

Cinque buoni motivi per amare VH

Se anche il giocatore di hockey  Jaromír Jágr, vero idolo popolare da queste parti, è sceso in campo  con i suoi Philadelphia Flyers con le iniziali dell'ex presidente stampate sull'elmetto, significa che la gente comune é davvero in lutto per la morte dell'ex presidente. 
La maggioranza dei cechi gli è, quantomeno, riconoscente. 
Se non per la sua attività come presidente, per essere stato il protagonista assoluto della Rivoluzione di velluto. E' questo come é ovvio il primo motivo per amare Havel, secondo quanto ho inteso  chiaccherando con la gente di Boemia.
1. "Ci ha portato la libertà". C'é poco da aggiungere.
2. Come presidente, cercava di unire, non di dividere. "Ci rappresentava tutti". 
3. Il miglior ambasciatore. "Ha fatto conoscere nel mondo questo piccolo paese".
4. La sua moralitá, la sua genialitá, la sua visione del mondo. "Era un artista, prima che un politico".
5. "Sapeva ascoltare, si era circondato di tanti consulenti". Non imponeva le proprie idee ma si faceva un'opinione, per questo sapeva prendere le decisioni giuste.

Cinque motivi per odiare VH

Non tutti i cechi hanno partecipato al lutto nazionale per la morte di Havel. Quasi la metà ha rifiutato di prende parte al commiato. Anzi non gli è mai passato per la mente. Sono grosso modo gli elettori dell'attuale presidente, Klaus. Che non ha esitato a farsi fotografare mentre brindava, proprio alla vigilia del funerale, insieme alla nuova ministro della cultura. 
Ma quali sono le ragioni che portano tanti cechi a detestare Václav Havel, il loro connazionale più rispettato nel mondo? 
Ecco quanto ho raccolto in questi giorni nei caffé (Kavarna) di Praga:
1. L'amnistia approvata dopo il ritorno alla democrazia. "Ha messso in libertà ladri e assassini!"
2. Essere innanzitutto un artista, troppo diverso. "Non era un politico, non sapeva di economia!"
3. La ricchezza della sua famiglia. "Erano dei borghesi, possedevano mezza Praga e dopo la rivoluzione hanno riottenuto i palazzi con le restituzioni!"
4. Anche l'infedeltà coniugale viene tirata in ballo. "Aveva tradito l'ex moglie Olga, per sposare un'attrice molto più giovane di lui!"
5. Le amicie all'estero, soprattutto nelgli Stati Uniti. "Ha dato agli americani le nostre basi militari!".

lunedì 19 dicembre 2011

Gli angeli gli suoneranno un rock

Il piú bel titolo sulla la morte del presidente Havel? In cielo, gli angeli gli suoneranno un rock, dal "suo" Lidové Noviny).
La piú bella foto? Al castello di Praga, mentre riceve i Rolling Stones "in visita".

domenica 18 dicembre 2011

Addio al somma poeta (e rock star) della politica ceca

Václav Havel è morto. La fine del padre della Repubblica Ceca moderna sta rimbalzando in queste ore, giustamente, sulle pagine  testate informative di tutto il mondo. Perché Havel, il drammaturgo diventato dopo la Rivoluzione di Velluto primo presidente del paese post-comunista, ha saputo più di ogni altro narrare all'esterno quel che stava succedendo oltre la cortina di ferro. Ha spiegato al mondo la volontà di quei popoli, la loro profonda consapevolezza di ogni singolo passo che stavano affrontando. Forse l'unico politico dell'Est ad essere universalmente conosciuto negli Stati Uniti, dove ha dato innumerevoli ed applauditissime lezioni negli atenei più prestigiosi.

Poche settimane fa  Václav Havel aveva compiuto 75 anni. Ed è davvero un peccato che il suo ultimo anno di vita sia stato segnato da presunti scandali sessuali - un affaire con una giovane scrittrice - che non fanno altro che gettare fango su quei giornali e quelle riviste che hanno stampato innumerevoli titoli e copertine ignobili.

Havel lasciato un paese che nel 2011 appare ormai svezzato, capace di affrontare la democrazia ed il mercato con la giusta dose di realismo. Forse meglio di altre nazioni europee alle prese con movimenti estremisti e scelte irrazionali. Di certo, le genti della  Moravia e della Boemia  hanno non hanno sempre colto  il messaggio un po' idealista di quel primo presidente dopo il terrore comunista. Fino a ieri  era però senza dubbio la figura più rispettata, più popolare, come testimoniava l'inchiesta di un quotidiano. Ben più del suo eterno rivale Klaus, l'attuale presidente, destinato ad essere sepolto dalla polvere della storia che sta ancora tentando di frenare.

Attivamente coinvolto nella dissidenza contro il regime, autore del celebre manifesto Charta 77, aveva dovuto sperimentare anche la prigione. Ricordo che proprio una piccola e coraggiosa casa editrice trevigiana, Santi Quaranta, ha pubblicato per la prima volta in Italia le sue lettere. Il volume "Un uomo al Castello", illuminante per capirne il pensiero e l'esperienza politica, e le "Lettere a Olga", che include la corrispondenza durante il periodo della prigionia a Praga.

giovedì 15 dicembre 2011

La toilette (per signori) più pazza del mondo

In pieno centro a Praga, c'è un centro commerciale con un nome un po' pretenzioso che rimanda all'Italia, il "Palladium". Lo segnalo per il divertente urinatoio della toilette del secondo piano. Sfacciato? No, esilarante!



mercoledì 14 dicembre 2011

Fate largo. Un piccolo paese si sta allargando

Ventimila abitanti in più anche nel 2011. Per la Repubblica Ceca, che ora conta 10,55 milioni di residenti, è una crescita demografica vertiginosa. Solo in sei anni, i nuovi cechi sono trecentomila. In proporzione come due milioni di cittadini in piú per l'Italia.
Le statistiche dimostrano che ci sono sì  nuovi nati - qua quasi tutti fanno il primo figlio entro i trent´anni - ma soprattutto il motivo sono i migliaia di arrivi dal sud dell'Europa, oltre che dall'ex Urss. In totale, nel 2010, i migranti regolari erano 15mila. Negli anni precenti erano stati anche ben piú di 20mila.
Certo non si tratta di disperati, ma di disillusi. Non si arriva in barcone quassù. Ed i cechi, per ora, non sono troppo preoccupati: i nuovi migranti  hanno fatto di Praga una città multiculturale, competitiva e  moderna, dove le aziende possono trovare ogni sorta di competenza. Perciò, le grandi aziende fanno a gara per portare qua i propri uffici. Da sottolineare inoltre che le statistiche del ČSU (Český statistický úřad, l´Istat locale) non contano neppure i tanti italiani, più o meno giovani, emigrati quassù ma che preferiscono mantenere la residenza in patria. A spanne sono parecchie migliaia.
Ma dove eravamo? Dove guardavamo? Forse presi a celebrare il genio italico, la locomotiva del Nordest ecc. ecc., del boom del Canton Boemo proprio non ce ne eravamo accorti.

martedì 1 novembre 2011

Il crocifisso? Spaventa gli elettori

Bossi e Buttiglione da queste parti non avrebbero successo.
Lo spiega un opinionista sul quotidiano Mlada Fronta Dnes di oggi.
"Per molti, i cattolici sono un vero Belzebú, peggio che i comunisti. Nessun politico ceco, anche il piú populista, puó giocare la carta della religione cattolica".
Diversitá di vedute. Agli antipodi.

giovedì 20 ottobre 2011

Il nuovo Canton Boemo, al centro dell'Europa

Questo esperimento di stile vuole essere un modo per non dimenticare il mio paese, la mia lingua, il mio mestiere. Vorrei guardare all'Italia dal cuore dell'Europa. Da un paese dinamico, di certo non superficialmente ottimista, ma dove ancora i figli possono sperare in condizioni di vita migliori dei padri.
Il parallelo tra la Repubblica Ceca e la Svizzera é fondato innanzitutto su questa speranza.