Non ce n'é uno, dico uno solo. Tutti gli slovacchi e le slovacche che conosco sono convinti che la separazione dalla Repubblica Ceca sia stata un errore, frutto delle aspirazioni di un'epoca ormai alle spalle.
Sará un sondaggio da quattro soldi (e quattro gatti), ma l'unica "grandeur" che si ricorda con rammarico era quella della fortissima nazionale di Hockey Cecoslovacca.
Un articolo da leggere nel ventennale del pacifico divorzio tra cechi e slovacchi.
Ecco il link: http://www.termometropolitico.it/19913_praga-e-bratislava-distanze-variabili-nel-ventennale-del-divorzio-di-velluto.html
martedì 24 luglio 2012
venerdì 13 luglio 2012
Ve lo do io il socialismo!
Per il regista Miloš Forman, l'accusa ad Obama di essere un "socialista" è quasi un'offesa personale. I repubblicani americani lo affermano ripetutamente, soprattutto per squalificare la riforma sanitaria dello (quanto mai sgradito) inquilino della Casa Bianca. Per l'arcinoto regista di origine cecoslovacca, fuggito in America negli anni Sessanta, Obama non é socialista "neanche da lontano". Lo scrive sul New York Times ma la lezione suona interessante anche se letta dall'Italia, perché rispecchia quali siano i sentimenti che la parola socialismo e comunismo sollevano in gran parte dei cittadini cechi.
Ovvero il ricordo di piccoli e grandi soprusi subiti dalla propria famiglia, da parte della burocrazia o dalla nobiltá del partito. D'altronde, come mi ha spiegato un'amica, il sentimento di delusione nei confronti del socialismo e' quello che si prova dopo la fine di un amore. Sentirne parlare a sproposito dell'ex amato fa male. Alla fine della fiera l'invito di Forman, dando dimostrazione del grande pragmatismo ceco, e' di riportare il dibattito ai fatti concreti.
Riporto di seguito qualche stralcio dell'articolo, pubblicato dal New York Times e largamente ripreso sia in Italia (la Repubblica lo ha pubblicato integralmente) che dai principali quotidiani della Repubblica Ceca, tra gli altri Lidové Noviny.
Obama un socialista? Non sanno quel che dicono
Quando mi fu proposta la regia di "Qualcuno volò sul nido del cuculo", i miei amici mi sconsigliarono vivamente di accostarmi a quel soggetto. A parer loro, era una storia troppo americana per me, sbarcato di fresco dalla nave: pensavano che non avrei saputo renderle giustizia; e si meravigliarono quando spiegai il motivo per cui tenevo tanto a quel film. Per me non era solo letteratura ma vita reale: quella che avevo vissuto in Cecoslovacchia dalla mia nascita, nel 1932, fino al 1968. La mia Nurse Ratched era il Partito comunista, che rni diceva ciò che potevo o non potevo o dovevo fare, dove potevo o non potevo andare, e persino chi ero. Oggi, a tanti anni di distanza, sento che il termine "socialista" viene brandito e scagliato conte un'arma da personaggi quali Rick Perry, Newt Gingrich, Rich Santorum, Sean Hanttity, Rush Limbaugh e altri. Ci avvertono: «Il presidente Obama è un socialista!». Strillano: «Obamacare è socialismo!», confondendo le forme di socialismo dell'Europa occidentale – previdenza sociale, copertura sanitaria a carico dello Stato – col totalitarismo marxista leninista. Questa mistificazione mi offende, anche perché snatura in senso riduttivo l'esperienza di milioni di persone che hanno subito e continuano a subire il socialismo nelle sue forme più brutali.
Ovvero il ricordo di piccoli e grandi soprusi subiti dalla propria famiglia, da parte della burocrazia o dalla nobiltá del partito. D'altronde, come mi ha spiegato un'amica, il sentimento di delusione nei confronti del socialismo e' quello che si prova dopo la fine di un amore. Sentirne parlare a sproposito dell'ex amato fa male. Alla fine della fiera l'invito di Forman, dando dimostrazione del grande pragmatismo ceco, e' di riportare il dibattito ai fatti concreti.
Riporto di seguito qualche stralcio dell'articolo, pubblicato dal New York Times e largamente ripreso sia in Italia (la Repubblica lo ha pubblicato integralmente) che dai principali quotidiani della Repubblica Ceca, tra gli altri Lidové Noviny.
Obama un socialista? Non sanno quel che dicono
Quando mi fu proposta la regia di "Qualcuno volò sul nido del cuculo", i miei amici mi sconsigliarono vivamente di accostarmi a quel soggetto. A parer loro, era una storia troppo americana per me, sbarcato di fresco dalla nave: pensavano che non avrei saputo renderle giustizia; e si meravigliarono quando spiegai il motivo per cui tenevo tanto a quel film. Per me non era solo letteratura ma vita reale: quella che avevo vissuto in Cecoslovacchia dalla mia nascita, nel 1932, fino al 1968. La mia Nurse Ratched era il Partito comunista, che rni diceva ciò che potevo o non potevo o dovevo fare, dove potevo o non potevo andare, e persino chi ero. Oggi, a tanti anni di distanza, sento che il termine "socialista" viene brandito e scagliato conte un'arma da personaggi quali Rick Perry, Newt Gingrich, Rich Santorum, Sean Hanttity, Rush Limbaugh e altri. Ci avvertono: «Il presidente Obama è un socialista!». Strillano: «Obamacare è socialismo!», confondendo le forme di socialismo dell'Europa occidentale – previdenza sociale, copertura sanitaria a carico dello Stato – col totalitarismo marxista leninista. Questa mistificazione mi offende, anche perché snatura in senso riduttivo l'esperienza di milioni di persone che hanno subito e continuano a subire il socialismo nelle sue forme più brutali.
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