mercoledì 27 giugno 2012

Una fede bruciata sul rogo

Se l'80 per cento della popolazione da queste parti é dichiaratamente atea, non e' solo colpa dei cattivi comunisti. Si dimentica spesso di ricordare Jan Hus, che nella mente dei cittadini di Boemia e Moravia continuera' a bruciare sul rogo per diverse generazioni.
Pubblico di seguito un punto di vista di parte (cattolica), ma comunque interessante, sul rapporto tra i cechi e la fede. Ho giá cercato su Google per i miei dieci lettori dove si trova Nicolino. E' nell'immediata periferia di Torino, alle spalle della Fiat.

Don Andrea, un nichelinese parroco a Praga

Venerdì 22 Giugno 2012 16:17 - Riportare il Vangelo nel cuore dell’Europa. E’ quanto meno singolare l’esperienza missionaria di don Andrea Barbero, nichelinese. Ordinato sacerdote nel 2004, appartiene alla Fraternità sacerdotale San Carlo Borromeo, legata al movimento Comunione e Liberazione.

Da quell’anno, insieme a due confratelli italiani, ha svolto la sua attività pastorale nella Repubblica Ceca tra i giovani studenti universitari. Un’avventura tutt’altro che semplice, a cominciare dalla lingua ceca che per un italiano si rivela decisamente ostica. Ma, superato lo scoglio linguistico, a Praga ormai don Andrea è di casa ed ora gli è stata affidata una parrocchia. E’ parroco di Sant’Apollinare, chiesa gotica, fondata nel medioevo, che si trova proprio nel centro della città.
Ripartire da zero o quasi. Qui la cappa del regime comunista - uno dei più oscurantisti dell’est europeo - prima di dissolversi nell’ormai lontano 1989 aveva fatto tabula rasa smantellando dalle fondamenta l’organizzazione della Chiesa. A cominciare dalla famiglia: la Cecoslovacchia (che adesso si è divisa in Repubblica Ceca e Slovacchia) fu il primo paese europeo a legalizzare divorzio e aborto. Per la massa da un socialismo stanco ed asfittico all’individualismo consumistico il passo è stato breve. I figli e i nipoti di quelle generazioni non hanno mai sentito parlare di Cristianesimo, se non in termini di propaganda negativa. Praga, in particolare, è considerata la capitale dell’Europa “secolarizzata”. Chiese vuote o chiuse con gran parte della popolazione che si dichiara atea o completamente indifferente.

Eppure in questo deserto qualcosa sta rifiorendo. Racconta don Stefano Pasquero, uno dei tre preti della Fraternità San Carlo: “Ai nostri inizi a Praga, un responsabile della pastorale diocesana ci chiese che piano di azione avessimo per i prossimi cinque anni di missione. Quella domanda mi fece sorridere e mi ricordò i famosi piani economici quinquennali attraverso cui i sovietici programmavano lo sviluppo del paese. Pensai che non eravamo ancora usciti da una certa mentalità secondo cui tutto deve essere previsto e pianificato, controllato. Invece don Andrea, don Marco ed io abbiamo sempre basato la nostra missione sul fatto che la comunione tra noi fosse un segno della presenza di Cristo”.

Una testimonianza che tra i giovani non è passata inosservata. Sorprendentemente nella laicissima Praga il metodo educativo di don Giussani ha fatto breccia tra gli studenti universitari: dalla prima “scuola di comunità” di Comunione e Liberazione agli affollati pellegrinaggi a piedi al santuario polacco di Częstochowa, guidati proprio da don Andrea Barbero.

Continua don Stefano: “I ragazzi che incontriamo provengono da storie familiari e contesti sociali molto diversi da quelli da cui proveniamo noi tre, ma sono animati dallo stesso desiderio: trovare qualcuno che li abbracci e che in questo abbraccio faccia scoprire loro chi sono veramente. In questi anni abbiamo avuto diversi incarichi e spesso abbiamo cambiato ambito di missione passando dall’essere cappellani universitari a vice-parroci in luoghi anche distanti tra loro. Dal 1° marzo di quest’anno abbiamo ricevuto dalla diocesi la responsabilità di una parrocchia e di una chiesa conventuale, in centro città, a ridosso di una zona universitaria e vicino ad alcuni ospedali. Così Andrea Barbero è oggi parroco di Sant’Apollinare, io viceparroco, e Marco Basile responsabile della rettoria della Vergine Maria Addolorata. L’attesa per un luogo stabile è stata lunga, ma ci ha insegnato che la nostra risposta alla vocazione non consiste nel ruolo che ricopriamo, ma nell’offrire  le nostre vite lì dove siamo chiamati e in qualunque condizione”.
Risuona forte l’eco delle parole di Benedetto XVI durante la sua visita a Praga, culla dell’ateismo mitteleuropeo: “In ogni giovane c’è un’aspirazione alla felicità, che spesso però l’attuale società dei consumi sfrutta in modo falso e alienante. Occorre invece valutare seriamente l’anelito alla felicità che esige una risposta vera ed esaustiva. La fede cristiana è questo: l’incontro con Cristo, Persona viva che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”.

Don Andrea continua la sua missione di inviato speciale nel cuore dell’Europa scristianizzata.“A Praga, d'inverno, ogni mattina trovo sul vetro della finestra due centimetri di ghiaccio – scrive in un blog - Devo toglierlo per poter vedere fuori. La preghiera ha lo stesso compito: permette di vedere fuori di sé, e quindi di conoscere. Se non vedi, non conosci”.

Da: http://www.nichelino.com/

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