Mentre i tassisti italiani si preparano a scioperi ad oltranza, blocchi stradali e chissa' cos'altro per difendere il valore delle loro licenze, spezzo una lancia in favore delle liberalizzazioni. Perché i taxi non sono, altrove, un servizio riservato ai ricchi.
Anche qua in Repubblica Ceca, se si è esagerato con la Pillsner nessuno si fa troppi problemi a salire su una vettura gialla. Che oltretutto da queste parti abbondano. Nella Capitale come nelle città piú piccole. A tutte le ore. Perché i taxi ci sono quando la gente ne ha bisogno. E´ la legge del mercato.
A Praga alcune societá, in serrata concorrenza tra loro, garantiscono una tariffa fissa a seconda delle zone. Cosí si sá quanto si spenderá prima ancora di sventolare il braccio per fermare il taxi. Con dieci euro, ad esempio, si attraversa tutto il centro. Ovviamente, il costo si puó dividere con gli altri passeggeri. Un paio di anni fa alla stazione di Mestre, per percorrere meno di tre chilometri, mi hanno chiesto 15 euro.
Ecco, il taxi è un servizio che migliora la qualitá della vita. E rende un paese un po´ piú vivibile e competitivo. L´Italia di fatto ha rinunciato al servizio, creando una piccola ma agguerrita casta. A spese dell´interesse pubblico.
